Vladimir Putin ha chiesto l’imposizione di una tassa del 15% sui capitali che dalla Russia vengono esportati all’estero nonché l’introduzione di una tassa del 13% (equiparata a quelle sul reddito). Verranno utilizzati per finanziare tutte le misure sociali anti-crisi, in primis per garantire la salute e lo stipendio di tutti i lavoratori bloccati. In pratica si tratta di una tassa sugli oligarchi e sulla classe più abbiente russa, immediatamente denominata OLIGARCH-TAX.

Il Trio più antipatico della terra

Piano piano che il tempo passa il quadro si schiarisce e chi si pensava immune, superiore tecnologicamente, capace di risolvere la pandemia in solitaria e meglio degli altri si scopre come un re nudo. E’ stato così per Donald Trump, per Boris Johnson ed ora per Putin. Si ha l’impressione che l’antico adagio il diavolo fa le pentole ma non i coperchi si attanagli bene alla situazione attuale, il trio più antipatico della terra, sempre più convinto di avere il resto del mondo tra le mani si scopre piccolo nei confronti di un virus. Sembra la legge del contrappasso di dantesca memoria.

Donald Trump

A Donald Trump che minimizzava la pandemia di covid-19, puntava il dito verso la Cina e Xi Jimping per irresponsabilità, è arrivato alle stesse conclusioni di cinesi e italiani con un ritardo di due mesi, con l’aggravante che nel frattempo ha superato i contagiati della Cina e dell’Europa. E siamo solo all’inizio. Il Governatore di NY ha voluto l’intervento dell’esercito per costruire ospedali militari e zone di quarantena. Il Congresso Americano ha chiesto ed ottenuto un intervento di 2000 miliardi per contrastare la situazione e caduta dell’economia. Trump è pronto a militarizzare la General Motors ed altre fabbriche per produrre mascherine, respiratori, sanificatori, igienizzanti. Sembra un paradosso, il più convinto liberista del pianeta pronto a trasformarsi in nazionalista per una emergenza sanitaria. D’altra parte il contagio è arrivato in casa, Mike Pence, a capo della task force contro il coronavirus, ha confermato la positività di uno dei membri del suo staff, lo stesso vicepresidente si sottoporrà al test del Covid-19. Vi è inoltre il grosso problema di quei 27 milioni di americani privi di assicurazione sanitaria. Si trova così in una morsa letale, tra mantenere alto il sostegno ai mercati e il precipitare di una situazione sociale sotto doppio attacco, economico e vitale. A questi problemi interni si aggiungono lo sguardo del mondo e della storia, un macigno con cui fare i conti prima o dopo. 

Boris Johnson

Boris Johnson artefice e gran visir della brexit proprio ora che doveva chiudere il discorso, nel bel bezzo delle trattative con l’Europa e la Camera dei Comuni, si è trovato nella baraonda di una pandemia. Era pronto a tutto, anche ad un divorzio senza accordi, secondo la sua immaginazione l’uscita dall’Europa con il “no deal”, trasformerebbe il Regno Unito in una specie di paradiso fiscale ultraliberista davanti alle coste del continente. Un prezzo molto alto per l’industria britannica e per i suoi servizi finanziari, con conseguenze politiche su Scozia e Irlanda del Nord, ma che ugualmente va fatto e portato avanti. Di fronte al contagio continentale, inizialmente ha usato tutto il pragmatismo inglese, aveva avvisato i suoi cittadini che non c’era da preoccuparsi, al limite avrebbero perso qualche familiare anziano, ma niente di che. Addirittura, medici e fonti vicine al governo ironizzavano sulla situazione italiana, paventando che il nostro allarmismo era la solita pantomima, un vittimismo per chiedere soldi all’Europa. Soltanto tre giorni fa ha chiesto il “lockdown” delle attività. E ieri scopriamo che anche lui è infetto dal virus. E’ inutile dire che nei quotidiani, radio e social impazza l’umorismo e la contentezza per il nome del malcapitato, fa eco al suo cinismo e politically incorect.

Vladimir Putin

L’ultimo personaggio singolare della triade è Putin, solo l’altro ieri ha deciso di bloccare i lavoratori dei settori non essenziali. IL CORONAVIRUS ha scompigliato anche i suoi piani. Da quando lo scorso gennaio aveva annunciato la necessità di una riforma costituzionale, gli emendamenti che gli potrebbero consentire di restare al Cremlino fino al 2036 erano stati approvati a marce forzate da entrambe le Camere del Parlamento, dai Consigli regionali e dalla Corte Costituzionale. Perché diventassero effettivi, mancava solo il “voto popolare” fissato il prossimo 22 Aprile. Probabilmente il suo problema principale era il Referendum, far passare un mesetto, rimandare le grida di allarme e disgrazia. Ottenere la riforma costituzionale e poi pensare alla pandemia. Abbiamo letto la denuncia dei medici russi costretti a mentire al ribasso sui numeri, camuffando i contagi in polmoniti. Questa idea non è avallata da alcuna prova concreta, ma da una domanda, come è possibile che fino ad una settimana prima Putin annunciava meno contagiati della Svizzera, inviava cargo di aiuti all’Italia e subito dopo ha dichiarato lo stato di emergenza? Una preoccupazione tempestiva nel momento del bisogno, oppure un rinvio non più praticabile per evitare una ecatombe? A questi dubbi si aggiungono altri, la decisione molto drastica e popolare volta a rassicurare i russi, in antitesi a quella di Trump, una tenuta della pace e simpatia sociale. Mentre Trump si è preoccupato dell’economia americana Putin del giudizio del popolo.

Vladimir Putin ha chiesto l’imposizione di una tassa del 15% sui capitali che dalla Russia vengono esportati all’estero nonché l’introduzione di una tassa del 13% (equiparata dunque a quelle sul reddito) sugli interessi generati da investimenti finanziari (ma solo se il capitale investito è superiore a 1 milione di rubli, ovvero circa 12 mila euro al cambio attuale). I proventi verranno utilizzati per finanziare tutte le misure sociali anti-crisi, in primis garantire la salute e lo stipendio di tutti i lavoratori bloccati. In pratica si tratta di una tassa sugli oligarchi e sulla classe più abbiente russa, immediatamente denominata OLIGARCH-TAX.

Quale Morale possiamo dedurre

Queste tre storie uguali e diverse allo stesso tempo ci possono aiutare a dire alcune cose. In primis non basta avere il potere, le sorti di una nazione per sentirsi al di sopra delle parti, un intoccabile. Non basta pensare di avere tutto sotto controllo, una piccola variazione e prima o poi cade il castello. Secondariamente, nei paesi con un minimo democrazia e suddivisione dei poteri ci sono potenzialmente gli anticorpi per evitare derive autoritarie, il mondo è una scatola aperta. Terza ed ultima considerazione, se tutto va bene il corona virus contribuirà far fallire la storia e la politica di questi tre capi di stato. Trump perderà le prossime elezioni, il Ragno Unito ci ripenserà sulla brexit e Vladimir Putin fallirà il suo Referendum. Non si tratta di emulare Nostradamus, ma di avere fiducia che non tutto il male viene per nuocere.

Allo stesso tempo apprezzo e trovo qualcosa di buono in questi tre personaggi, in Trump la coerenza di rimanere antipatico nonostante il resto del mondo. A Boris la leggerezza delle sue decisioni senza preoccupazioni, sicumera e ostinazione. A Putin l’intelligenza di fare la cosa giusta al momento giusto, l’idea della OLIGARH TAX e di garantire lo stipendio a tutti per il fermo delle attività, è un colpo di pura genialità, che taglia le gambe alle polemiche. Il Governo italiano dovrebbe farne tesoro di questa patrimoniale, prima che gli attacchi ai supermercati si moltiplicano come successo a Palermo. Si tratta di una tassa che risolve la situazione nell’immediato e dopo la pandemia, è inutile rimandare a Finanziarie che verranno, a tagli da effettuarsi nel pubblico impiego, accise su sigarette e benzina, tanto meno invocare Draghi al posto di Conte, poiché niente si crea o si distrugge, ma si trasforma continuamente. A Natale non troveremo i soldi sotto l’albero. 

Ferdinando Chiné

Link propedeutici all’articolo

  1. https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2020/03/25/coronavirusputin-vara-la-oligarch-tax_67c48fbe-6fd1-4630-bc67-855025be8ca0.html
  2. https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/03/25/news/la_retromarcia_di_putin_la_russia_non_e_immune_a_casa_per_una_settimana_-252322277/
  3. https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/03/22/news/coronavirus_in_russia_numeri_al_ribasso_noi_medici_costretti_a_mentire_-251960059/
  4. https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/hitech/2020/03/26/coronavirus-per-google-e-facebook-44-mld-pubblicita_85608102-3564-4085-970f-2ca57a3602bd.html
  5. https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2020/03/27/coronavirus-russia-chiusi-i-ristoranti_eb31f227-efcb-4a6e-a37b-62699a9f302d.html
  6. https://www.lastampa.it/esteri/2020/03/23/news/coronavirus-boris-johnson-ordina-il-lockdown-nel-regno-unito-1.38629118